21/05/2024

Direttiva Case Green

Direttiva Case Green: cosa prevede la normativa

La Direttiva Case Green dell’Europa impone una svolta sulle emissioni degli edifici pubblici e privati. Quali saranno gli impatti sulle abitazioni italiane? Gli edifici nuovi dovranno essere a emissioni zero entro il 2030, mentre per gli immobili pubblici la scadenza è il 2028. Il 16% degli edifici pubblici con le peggiori condizioni energetiche dovrà essere ristrutturato entro il 2030, aumentando al 26% entro il 2033. Per le abitazioni private è previsto un obiettivo di riduzione del consumo energetico del 16% entro il 2030 e del 20-22% entro il 2035. Questo richiederà interventi come il cappotto termico, la sostituzione degli infissi, nuove caldaie a condensazione e l’installazione di pannelli solari.

Obbligo di Pannelli Solari e Fine delle Caldaie a Combustibili Fossili

L’installazione di pannelli solari sarà obbligatoria negli edifici nuovi entro il 2030, con un’introduzione progressiva tra il 2026 e il 2030 per gli edifici residenziali esistenti. Dal 2040, le caldaie a combustibili fossili saranno bandite, con tutti i sussidi per le caldaie autonome a combustibili fossili aboliti dal 2025. Incentivi saranno introdotti per promuovere sistemi di riscaldamento e raffreddamento alimentati da energie rinnovabili.

Il Piano Nazionale Italiano

L’Italia dovrà presentare un piano per adempiere alla Direttiva Case Green. Si prevede che i lavori per rendere più efficienti gli edifici includeranno interventi simili al Superbonus, come la sostituzione di finestre e porte con modelli più efficienti e la realizzazione di cappotti termici. Si stima che almeno il 15% degli edifici in classe F e G dovranno essere ristrutturati entro il 2030, aumentando al 25% entro il 2033.

direttiva case green

Spesa e Costi

Il sistema paese potrebbe spendere circa 270 miliardi di euro per adeguarsi alla Direttiva Case Green. Questo perché circa il 61% delle unità immobiliari italiane, pari a 7,6 milioni, sono classificate nelle classi energetiche F e G e richiederanno investimenti significativi per la riqualificazione. Il costo stimato per adeguare gli immobili ai parametri della direttiva varia tra 20.000 e 55.000 euro. Il patrimonio immobiliare italiano è principalmente antecedente alla Seconda guerra mondiale e comprende una varietà di classi energetiche, con la maggior parte degli edifici in classi F e G.

fonte: Buildnews.it


Acquatica S.p.A. ha da sempre un occhio di riguardo verso le fonti d’energia rinnovabili e, con il suo programma GREEN Energy, si occupa di solare fotovoltaico, solare termico e biomassa.

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