
È stato pubblicato il decreto dipartimentale n.251 del 31 maggio 2024 dal ministero dell’Ambiente e della sicurezza energetica il quale approva l’aggiornamento delle regole operative e i bandi per la partecipazione alle procedure, registri e aste. Lo stesso decreto regola la selezione delle iniziative meritevoli degli incentivi previsti dal Dm 436 del 2023 (cosiddetto “Decreto Agrivoltaico”). Il Gse ha pubblicato sul proprio sito le faq che chiariscono alcuni aspetti fondamentali.
Da ricordare che l’incentivo si compone di un contributo in conto capitale nella misura massima del 40% dei costi ammissibili e una tariffa incentivante applicata alla produzione di energia elettrica netta immessa in rete.
I soggetti che possono beneficiarne sono:
L’accesso agli incentivi avviene partecipando a procedure pubbliche bandite dal Gse, distinte in registri e aste.
Le istanze di partecipazione sono da inviare sul sito ufficiale di Gse entro le ore 12.00 del 2 settembre 2024. Sarà il Gse a redigere una graduatoria delle istanze accettate.

Gli impianti inseriti nella graduatoria dovranno entrare in funzione entro 18 mesi dalla data di comunicazione dell’esito, comunque non oltre il 30 giugno 2026. Superato il termine indicato, sarà applicata una decurtazione dello 0,5% della tariffa per ogni mese di ritardo, il tempo massimo di ritardo è di nove mesi, pena la decadenza del diritto di accesso al beneficio. Spetta ai titolari degli impianti inviare la comunicazione di entrata in esercizio entro i 30 giorni successivi, non oltre il 31 luglio 2026. Entro tre mesi da tale comunicazione, il Gse erogherà gli incentivi.
Le modalità di erogazione degli incentivi sono due:
Gli incentivi sono erogabili per 20 anni, ovvero la vita utile convenzionale degli impianti.
Questi incentivi non sono cumulabili con altri incentivi pubblici o regimi di sostegno. Da evidenziare che l’accesso a questi incentivi è alternativo al ritiro dedicato di cui all’articolo 13, comma 3, del Dlgs 387/2003 e al meccanismo di scambio sul posto.


La caratteristica che contraddistingue gli impianti agrivoltaici è il loro posizionamento sopraelevato rispetto al terreno, infatti l’altezza dei moduli deve essere tale da consentire la continuità delle attività agricole e/o zootecniche anche sotto i moduli fotovoltaici, rispettando i valori minimi che sono stabiliti in:
fonte: Il Sole 24 Ore
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