
Il decreto del ministero dell’Ambiente e della Sicurezza energetica valorizza e promuove la diffusione del modello Cer. Lo fa introducendo misure di sostegno per lo sviluppo di comunità energetiche e di altre forme di autoconsumo collettivo di energia da fonti rinnovabili.
Il modello Cer si basa sulla cooperazione attiva di una determinata collettività, che sceglie di associarsi per produrre, accumulare e condividere energia green. Ciò attraverso la costituzione di un soggetto giuridico autonomo che, operando senza finalità di lucro, è aperto alla partecipazione di un’ampia platea di interlocutori (ad esempio persone fisiche, imprese, Ets e amministrazioni pubbliche) situati nelle vicinanze di impianti di produzione di energia da fonti rinnovabili (articolo 31, Dlgs 199/2021).
Il decreto Cer prevede due “premialità” in favore delle comunità energetiche, tra loro cumulabili.
La prima riguarda lo stanziamento di 2,2 miliardi di risorse Pnrr volte a coprire fino al 40% delle spese sostenute per l’installazione di impianti in Comuni con popolazione sotto i 5mila abitanti. Un’agevolazione che sarà applicata fino al 30 giugno 2026, per la realizzazione di una potenza complessiva pari almeno a 2 GW e una produzione indicativa di almeno 2.500 GWh/anno.
La seconda è una tariffa incentivante ventennale sull’energia condivisa, composta da una parte fissa (che aumenta al diminuire della potenza dell’impianto) e una variabile (legata al prezzo di mercato dell’energia). Questa misura sarà applicata fino al trentesimo giorno successivo al raggiungimento di una quantità di potenza incentivata pari a 5 GW, e comunque non oltre il 31 dicembre 2027.
19/02/2024 Fonte: Il Sole 24 Ore
Leave a Reply